Una storia italiana

Terra d’arte e arte della terra

La Ceramiche Rometti nasce nel 1927 a Umbertide (Perugia) col nome di “Ars Umbra”, denominazione che identifica le sue radici in un territorio culturale e produttivo tra i più fecondi d’Italia.

Fondata da Settimio Rometti, uomo di sicura competenza nel campo della ceramica ma dotato anche di senso imprenditoriale e artistico, la fabbrica vede la luce in un periodo, gli anni Venti, di moderato benessere economico, che favorisce un artigianato sensibile al gusto delle classi abbienti. Affiancato dai nipoti, Aspromonte Rometti e Dante Baldelli, Settimio persegue un piano ambizioso: produrre oggetti che siano sintesi di arte, artigianato e produzione industriale, in linea con le nuove tendenze applicative del design internazionale.

Allievo dell’Accademia di Belle Arti a Roma, Dante Baldelli assapora l’ambiente artistico della capitale vivacizzato dal trionfante futurismo e incontra Corrado Cagli e Mario Di Giacomo, due artisti che avranno modo di sperimentare la ceramica a Umbertide nella più totale libertà d’ispirazione e linguaggio.

Nascono così forme nuove e figure scolpite, vasi, lampade e piatti graffiti o dipinti che sono pezzi unici o a tiratura limitata. Il clima artistico delle avanguardie europee si respira nelle sculture stilizzate o abbozzate del Dolore e la Salomè di Di Giacomo e il Santone e l’Icaro di Cagli. Il nero fratta, uno smalto dai riflessi metallici simile alle vernici delle automobili, si presta a tematiche plastiche suggestive, mentre figure per lo più nere si stagliano su linee tese o concentriche nei celebri vasi e “servizi” di Baldelli, densi di riferimenti simbolici alla terra umbra.