L’insostenibile leggerezza dell’arte

La fabbrica di Umbertide avvia la sua stagione migliore mentre, nei confronti della politica dominante, dimostra un allineamento ideologico espresso in artistiche teste di Mussolini e oggetti celebrativi di grande nitore grafico e formale.

Settimio Rometti era stato sindaco socialista di Umbertide nel ’20 e nel ’21, ma suo fratello Clotilde negli stessi anni era emigrato esule a Nizza, dove ebbe modo di ospitare i fuoriusciti italiani tra cui Nenni e Pertini (che lavorò come muratore in uno dei suoi cantieri edili).

Tra il ’28 e il ’30 la fabbrica, che utilizza indifferentemente i marchi “Ceramiche Rometti” e “Ars Umbra”, realizza alcune ceramiche su disegni di Giacomo Balla e Fortunato Depero mentre alla fine del ‘30 termina la collaborazione con Cagli e inizia quella col pittore Giovanni Ciangottini.

Nel periodo immediatamente successivo la ditta ottiene importanti riconoscimenti per il carattere moderno e sperimentale della sua produzione, come la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Nizza (1931), mentre partecipa alla Fiera del Levante di Bari e a quella dell’Artigianato di Firenze (1932). L’azienda, che ottiene premi anche alla Triennale di Milano (1933), affronta in seguito un periodo difficile che culmina col fallimento del 1934. Passata attraverso alterne vicende, compresa l’uscita momentanea di Settimio e Aspromonte Rometti e Dante Baldelli, la società cambia diverse denominazioni e collabora come “S.A.C.R.U.” (Società Anonima Ceramiche Rometti Umbertide) dal ’38 al ’42 con lo scultore Leoncillo Leonardi.

Dal ’42 al ‘47 convivono due aziende, la “S.A.C.R.U.” e la “Rometti Settimio Fabbricazione Ceramiche Artistiche” che apre nell’immediato dopoguerra uno stabilimento sulla via Tiberina.